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Massimo Introvigne
Cattolici, antisemitismo e sangue
Il mito dell'omicidio rituale
Pagine 144
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Storia
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La letteratura sulle accuse di “omicidio rituale” di bambini (e talora adulti) cristiani rivolte agli ebrei è immensa. Decine di processi sono stati ricostruiti minuziosamente, e si è tentata anche qualche interpretazione d’insieme. Curiosamente, uno dei documenti più spesso citati di questa letteratura, nato in lingua italiana, non è mai stato pubblicato in Italia. Si tratta del voto approvato il 24 dicembre 1759 preparato per il Sant’Uffizio dal cardinale Lorenzo Ganganelli, che diventerà più tardi papa con il nome di Clemente XIV. Riprendendo una tesi che compare in documenti del magistero pontificio fin dal Medioevo, il voto mette in guardia i cattolici dal prestare fede a false accuse contro gli ebrei, e presenta la questione dell’omicidio rituale come quella che oggi chiameremmo una leggenda urbana, non senza ricordare che le stesse accuse erano state rivolte dai pagani ai primi cristiani.
Il testo del futuro Clemente XIV è preceduto da uno studio che fa luce sui rapporti – complessi ma mai univoci o unilaterali – fra la Chiesa cattolica e il mito dello “omicidio rituale”, che esponenti del mondo cattolico hanno nei secoli accreditato sia, come nel caso del voto del cardinale Ganganelli, autorevolmente smentito e combattutto. Il mito dell'omicidio rituale è quindi inquadrato in una sociologia dell’antisemitismo che ne mette in relazione la diffusione con epoche di crisi e distensione in cui, poste di fronte a nemici esterni, le religioni maggioritarie si mostrano più sensibili alla tentazione dell’intolleranza nei confronti di avversari e concorrenti interni, contro i quali anche le accuse più estreme sono più facilmente credute e rimesse in circolazione.

Pagine 144

Sugarco
Massimo Introvigne, sociologo e storico delle religioni di fama internazionale e reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, è autore di sessanta volumi e di oltre cento articoli pubblicati in riviste accademiche internazionali sulla nuova religiosità, il pluralismo religioso contemporaneo e il Magistero pontificio. È fondatore e direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, e membro del Comitato per l’Islam italiano del Ministero dell’Interno.Nel 2011 è stato nominato "Rappresentante OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione, con un'attenzione particolare alla discriminazione contro i cristiani e i membri di altre religioni".
   
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